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L’opera più combattiva del maggior filosofo russo dell’emigrazione, il prodotto più vivo e vibrante dell’esistenzialismo europeo, la più coraggiosa critica da un punto di vista religioso dell’attivismo moderno e delle sue manifestazioni culturali e politiche. Le meditazioni vertono sulla situazione tragica della filosofia, sulla religiosità, sulla solitudine del soggetto, sul cambiamento e l’eternità.
L’opera più combattiva del maggior filosofo russo dell’emigrazione, il prodotto più vivo e vibrante dell’esistenzialismo europeo, la più coraggiosa critica da un punto di vista religioso dell’attivismo moderno e delle sue manifestazioni culturali e politiche. Le meditazioni vertono sulla situazione tragica della filosofia, sulla religiosità, sulla solitudine del soggetto, sul cambiamento e l’eternità.
Tra i filosofi della diaspora russa, Nikolaj Berdjaev è certo il più noto e il più presente alla crisi che travaglia la cultura europea. La potenza penetrativa della sua intuizione spirituale, il limpido rilievo dei contrasti radicali della personalità e della vita, il concetto apocalittico della storia e la funzione profetica della filosofia sono caratteristiche del suo pensiero che hanno fondamento in quella tradizione spirituale russa che ha Dostoevskij come suo maggior rappresentante.
Ardente rivoluzionario e cultore appassionato del pensiero di Marx, il filosofo russo Berdjaev (1874-1948), all’inizio degli anni Venti, entra in una profonda crisi spirituale e abbandona il pensiero comunista per il suo materialismo ateo, trasferendosi prima a Berlino e poi in Francia, dove continuerà la sua acuta riflessione storica e sociale permeata di valori spirituali
Informazioni aggiuntive
| Codice ISBN | 9791282069083 |
|---|---|
| Introduzione di | Antonio Banfi |
| Prefazione di | Paolo Mathlouthi |









