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Una testimonianza unica di un cammino spirituale temprato dalla sofferenza e addolcito dalla preghiera, dalla meditazione e dall’esercizio della carità. Un documento che dimostra come la fede possa davvero smuovere le montagne: dopo la sua morte, infatti, il marito abbracciò la fede e divenne sacerdote, dedicando la vita alla diffusione degli scritti della moglie.
Una testimonianza unica di un cammino spirituale temprato dalla sofferenza e addolcito dalla preghiera, dalla meditazione e dall’esercizio della carità. Un documento che dimostra come la fede possa davvero smuovere le montagne: dopo la sua morte, infatti, il marito abbracciò la fede e divenne sacerdote, dedicando la vita alla diffusione degli scritti della moglie.
Il diario è lo specchio della vita interiore di chi lo tiene e, nella maggioranza dei casi, è uno specchio segreto, che viene ritrovato postumo, quando l’autore o l’autrice non c’è più. È il caso di questo diario e degli scritti spirituali di Élisabeth Leseur, tra i più significativi della prima metà del Novecento, un vero scrigno prezioso cui attinge re, soprattutto in tempi di sbandamenti teologici, che portano a vaneggiare di inferno vuoto. Élisabeth Leseur fece suo il trinomio classico di ogni apostolato di tipo tradizionale: preghiera, azione, sacrificio. In una epoca in cui quasi tutti sembrano sicuri di andare in Paradiso, Élisabeth ci ricorda che, per andarci, bisogna praticare le virtù.
Élisabeth Leseur (1866-1914), primogenita di cinque figli nati in una famiglia devotamente cristiana, sposò a 23 anni Félix Leseur, medico e ateo militante, che la convinse ad abbandonare la fede. Dopo dieci anni, però, tornò al Cattolicesimo e si impegnò a pregare per la conversione del marito, cominciando a tenere segretamente un diario profondamente spirituale.
Informazioni aggiuntive
| Codice ISBN | 9791282069052 |
|---|---|
| Premessa di | Paolo Gulisano |






